Arrivati in piazza,mezz’ora dopo, i genitori non credettero ai loro occhi. Tutti i loro figli erano lì ad aspettarli davanti al grande abete addobbato, ma ancora spento. Dal cielo inizarono a scendere piccoli fiocchi bianchi e leggeri.
La chiesa della piazza, che nessuno degli adulti aveva mai visto, aveva le porte aperte e un anziano prete si stava preparando per dire la messa senza computer davanti.
I genitori dei ragazzi iniziarono a guardarsi l’un l’altro senza riconoscersi. Erano tutti molto più anziani degli avatar che avevano visto mezz’ora prima e nessuna delle donne aveva il viso uguale a quello della sua identità digitale.
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All’ora di pranzo la mamma di Marco preparò il cibo sintetico come sempre, e come sempre tornò su internet e non si accorse dell’assenza di suo figlio.
Verso l’ora di cena l’albero fu pronto. I ragazzi erano pronti per illuminarlo. Dovevano ora preparare tutto il resto.
Nel frattempo, nelle loro case, i genitori si accorsero che i figli non erano in casa. I piatti del pranzo erano ancora intatti sul tavolo…
La mamma di Marco iniziò a preoccuparsi non trovando il figlio in casa. Dov’era andato? Prese il visore e chiese alle sue amiche se per caso fosse a casa loro, anche se non sapeva perchè il figlio dovesse andare a casa di un amico, non l’aveva mai fatto prima.
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Si avvicinarono a lui. Si stupirono nel constatare che la loro identità digitale era totalmente diversa da quella reale. Marco era castano con gli occhi castani e piccolino e non il ragazzo alto biondo e con gli occhi azzurri digitale. Paolo era cicciottello e con gli occhiali mentre Davide aveva i capelli neri e ricci e non la cresta multicolore. Dopo lo stupore e le risate. Marco raccontò loro quello che aveva saputo da Nonna e mostrò loro il libro. I due ragazzi ebbero la stessa reazione di Marco nel sentire il racconto e nel vedere le immagini. Davide, il più tecnologico dei tre, era uscito con lo scanner portatile e si fece una copia digitale del libro, e registò il racconto di Marco con il suo computer da polso.
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Quando Marco tolse il visore 3d i suoi occhi erano di nuovo pieni di lacrime. Perchè una festa così bella e piena di significato era stata cancellata dal mondo? Perchè la gente che una volta usciva di casa, si incontrava con altra gente e si riuniva in casa di uno o dell’altro è finita a vedersi solo su internet tramite la realtà virtuale? Ora che ci pensava nemmeno lui aveva mai visto davvero i suoi compagni di scuola. Solo sempre attraverso la rete.
Voleva fare qualcosa, voleva cambiare quella realtà che fino a quel momento gli sembrava normale.
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“Ciao Nonna” disse Marco all’avatar di fronte a lui.
“Ciao Marco, mi fa piacere che tu sia venuto a trovarmi” rispose Nonna. “è da tanto che non ci vediamo”. Ovviamente Nonna intendeva dire che era passato un po’ di tempo dall’ultima volta che il ragazzo utilizzò il programma.
“Nonna, ho trovato un libro in soffitta che parla di un giorno chiamato Natale. Tu ne sai qualcosa?”
“Dev’essere il libro di mia mamma, la tua bisnonna. Purtroppo è morta in un periodo in cui non si faceva ancora la scansione del cervello, però mi ricordo che qualcosa mi ha raccontato a riguardo”.
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