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	<title>Konnichiwa &#187; cyberpunk</title>
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			<title>Konnichiwa</title>
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		<title>Lost Christmas &#8211; Parte 8 di 8</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 19:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marchiori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivati in piazza,mezz&#8217;ora dopo, i genitori non credettero ai loro occhi. Tutti i loro figli erano lì ad aspettarli davanti al grande abete addobbato, ma ancora spento. Dal cielo inizarono a scendere piccoli fiocchi bianchi e leggeri. La chiesa della piazza, che nessuno degli adulti aveva mai visto, aveva le porte aperte e un anziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.soniamarchiori.net/blog/wp-content/uploads/2009/12/Lost-Christmas.jpg" alt="Lost Christmas" title="Lost Christmas" class="alignright size-full wp-image-204" />Arrivati in piazza,mezz&#8217;ora dopo, i genitori non credettero ai loro occhi. Tutti i loro figli erano lì ad aspettarli davanti al grande abete addobbato, ma ancora spento. Dal cielo inizarono a scendere piccoli fiocchi bianchi e leggeri.<br />
La chiesa della piazza, che nessuno degli adulti aveva mai visto, aveva le porte aperte e un anziano prete si stava preparando per dire la messa senza computer davanti.<br />
I genitori dei ragazzi iniziarono a guardarsi l&#8217;un l&#8217;altro senza riconoscersi. Erano tutti molto più anziani degli avatar che avevano visto mezz&#8217;ora prima e nessuna delle donne aveva il viso uguale a quello della sua identità digitale.<br />
<span id="more-233"></span><br />
Si resero finalmente conto di aver scambiato fin troppo internet con la realtà. Elisa trovò Marco che parlava con un uomo. Era Carlo. Aveva riconosciuto il figlio grazie alle foto e ai filmati che Elisa gli aveva fatto vedere. Marco aveva le lacrime agli occhi e anche lei iniziò a piangere quando lo vide buttarsi fra le braccia del padre.<br />
Elisa si avvicinò timidamente. I due si guardarono negli occhi. Erano differenti da come si erano ritratti su internet, ma videro qualcosa l&#8217;uno nell&#8217;altra che provocò ad entrambi un brivido.<br />
“Mamma” Marco aveva in mano il libro aperto alla pagina dove c&#8217;era quell&#8217;immagine di madre e figlio che lo aveva tanto colpito. “possiamo fare anche noi così?” disse con le lacrime agli occhi.<br />
Elisa scoppiò a piangere per la seconda volta e abbracciò forte il figlio per la prima volta in vita sua.<br />
“Marco perdonami!” disse Elisa fra i singhiozzi “da domani cambierà tutto, non andrai a scuola e ti preparerò il miglior pranzo di Natale della città&#8230; o almeno lo spero, non ho mai cucinato prima..,.”<br />
“Mamma qualsiasi cosa ci sarà in tavola sarà buono, se me lo preparerai tu. E verrà anche papà a pranzo vero?”<br />
“Certo che verrà anche lui” Elisa guardò Carlo e l&#8217;uomo annuì.<br />
Marco si guardò attorno tutta la gente stava parlando senza nessun visore sugli occhi. Il loro piano aveva funzionato.<br />
A mezzanotte in punto il grande albero di Natale fu acceso. Un grande applauso partì spontaneo dalla gente in piazza. Tutti iniziarono ad abbracciarsi e farsi gli auguri. Le strade e i tetti erano diventati bianchi. Marco non credeva ai propri occhi. Sembrava proprio l&#8217;immagine del libro e si sentì veramente felice per la prima volta in vita sua. La gente iniziò ad entrare in chiesa per la messa. Marco guardò il volto di Gesù Cristo sul crocifisso dietro all&#8217;altare. Aveva saputo da Nonna che Gesù in vita compì molti miracoli. Lo guardò di nuovo e gli sembrò di vedere un sorriso sul suo volto come per dirgli “Questa volta il miracolo l&#8217;hai fatto tu”.  E, abbracciato a mamma e papà, seguì la prima di tante messe di mezzanotte della sua vita.</p>
<p>Fine.</p>
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		<title>Lost Christmas &#8211; Parte 7 di 8</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 21:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marchiori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All&#8217;ora di pranzo la mamma di Marco preparò il cibo sintetico come sempre, e come sempre tornò su internet e non si accorse dell&#8217;assenza di suo figlio. Verso l&#8217;ora di cena l&#8217;albero fu pronto. I ragazzi erano pronti per illuminarlo. Dovevano ora preparare tutto il resto. Nel frattempo, nelle loro case, i genitori si accorsero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.soniamarchiori.net/blog/wp-content/uploads/2009/12/Lost-Christmas.jpg" alt="Lost Christmas" title="Lost Christmas" class="alignright size-full wp-image-204" />All&#8217;ora di pranzo la mamma di Marco preparò il cibo sintetico come sempre, e come sempre tornò su internet e non si accorse dell&#8217;assenza di suo figlio.<br />
Verso l&#8217;ora di cena l&#8217;albero fu pronto. I ragazzi erano pronti per illuminarlo. Dovevano ora preparare tutto il resto.<br />
Nel frattempo, nelle loro case, i genitori si accorsero che i figli non erano in casa. I piatti del pranzo erano ancora intatti sul tavolo&#8230;<br />
La mamma di Marco iniziò a preoccuparsi non trovando il figlio in casa. Dov&#8217;era andato? Prese il visore e chiese alle sue amiche se per caso fosse a casa loro, anche se non sapeva perchè il figlio dovesse andare a casa di un amico, non l&#8217;aveva mai fatto prima.<br />
<span id="more-229"></span><br />
Ma anche le altre madri dovettero ammettere di essersi accorte solo in quel momento che i figli non erano in casa. Nella comunità virtuale iniziò il panico.<br />
La mamma di Marco decise allora di chiamare il padre del ragazzo.<br />
“Carlo aiutami, Marco è scomparso!” Disse la donna disperata.<br />
“In che senso è sparito? Dai, Elisa, vedrai che è da qualche parte in casa. Hai guardato bene in tutte le stanze?”<br />
“Certo! Ma non lo trovo! Anche i suoi compagni di scuola non sono in casa. Allora la notizia che girava stamattina, quella della scuola deserta stavolta era vera&#8230;”<br />
“Non hai modo di sapere da qualcuno dove possa essere finito mio figlio?” Carlo alzò un po&#8217; la voce<br />
“Forse Nonna può saperlo. Mi ricollego dalla stanza di Marco.” E  chiuse il collegamento.<br />
Elisa si recò nella stanza del figlio e accese il computer. Indossò il visore e avviò Nonna.<br />
“Ciao mamma” disse Elisa<br />
“Elisa? E&#8217; la prima volta che vieni a trovarmi” Disse Nonna “E&#8217; successo qualcosa a Marco?”<br />
“Si mamma, non è in casa e non ho idea di dove si trovi, anche Carlo, suo padre, si sta preoccupando”<br />
“Padre.. bel padre&#8230; non l&#8217;ha mai voluto vedere”<br />
“Mamma? Che ti è successo? Non hai mai parlato così” Elisa non credeva alle sue orecchie.<br />
“Marco ha trovato in soffitta un libro di tua nonna. E le sue domande mi hanno fatto aprire file che non avevo mai aperto” Nonna fece un resoconto della chiacchierata tra lei e il nipote.<br />
Elisa a quel punto capì che forse nella vita di suo figlio i cibi pronti e qualche chiacchiera alla sera non erano abbastanza e si sentì in colpa. Cercò su internet un negozio di cibi organici e fece una spesa normale. Pagò il supplemento per farsela portare entro mezz&#8217;ora.<br />
Dopo aver messo a posto la spesa e aver cercato in rete delle ricette, Elisa si mise di nuovo in contatto con Carlo. Lui nel frattempo aveva radunato gli altri genitori.<br />
Decisero di accendere i computer dei figli per trovare qualche indizio su dove potessero essere i ragazzi.<br />
Tutti i genitori, tranne Elisa, trovarono nel computer dei figli il file della scansione e quello del racconto di Marco. I file furono passati ad Elisa e tutti li consultarono.<br />
Dopo aver visto e sentito i due file tutti i genitori provarono un senso di angoscia. Aprirono quindi la mappa della città per capire dove fossero finiti i figli.<br />
Ma non avendo nessuna idea decisero a malincuore di uscire dalle loro case e di trovarsi tutti in piazza per decidere il da farsi. E intanto si erano fatte le undici di sera.</p>
<p>Continua&#8230;</p>
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		<title>Lost Christmas &#8211; Parte 6 di 8</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 21:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marchiori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.soniamarchiori.net/blog/wp-content/uploads/2009/12/Lost-Christmas.jpg" alt="Lost Christmas" title="Lost Christmas" class="alignright size-full wp-image-204" />Si avvicinarono a lui. Si stupirono nel constatare che la loro identità digitale era totalmente diversa da quella reale. Marco era castano con gli occhi castani e piccolino e non il ragazzo alto biondo e con gli occhi azzurri digitale. Paolo era cicciottello e con gli occhiali mentre Davide aveva i capelli neri e ricci e non la cresta multicolore. Dopo lo stupore e le risate. Marco raccontò loro quello che aveva saputo da Nonna e mostrò loro il libro. I due ragazzi ebbero la stessa reazione di Marco nel sentire il racconto e nel vedere le immagini. Davide, il più tecnologico dei tre, era uscito con lo scanner portatile e si fece una copia digitale del libro, e registò il racconto di Marco con il suo computer da polso.<br />
<span id="more-225"></span><br />
Nessuno di loro sapeva però cosa si poteva fare per convincere la gente ad uscire da casa e festeggiare il Natale. Guardarono l&#8217;ora. Dovevano rientrare prima che i rispettivi genitori si accorgessero della loro assenza. Si sarebbero trovati su internet più tardi. Passarono dalla piazza del quartiere e si fermarono davanti al grande abete, che troneggiava proprio al centro. I ragazzi si guardarono e si capirono al volo. Tornarono quindi a casa. Dei dettagli ne avrebbero parlato dopo.<br />
Arrivarono tutti e tre appena in tempo. Nessun genitore si accorse della loro assenza.<br />
La mattina dopo per Marco tutto si svolse come al solito. Sveglia alle 7, colazione con latte chimico e biscotti al sintocioccolato. Sua mamma che era già collegata a internet con il suo visore nel suo negozio. Aveva via libera,<br />
Dopo la colazione non andò in camera, non accese il computer e non andò a scuola. Nonna aveva detto che in quel periodo i ragazzi erano in vacanza. Era la vigilia di Natale in fondo&#8230; Salì in soffitta e cercò lo scatolone marrone con la scritta Natale. Prese tutte le palline e le luci. Si vestì e uscì di casa diretto alla piazza con l&#8217;abete.<br />
La stessa cosa la fecero i suoi amici Paolo e Davide. Anche loro trovarono delle palline e delle luci nella soffitta di casa. Dopo qualche minuto arrivarono altri ragazzi, Marco si stupì ma Davide gli spiegò che la sera prima diffuse la scansione del libro e la registrazione del racconto fra i suoi contatti e chiese loro, dopo aver consultato i file, di fare altrettanto con i loro contatti, e di trovarsi tutti in piazza la mattina dopo.<br />
C&#8217;era chi aveva portato delle lattine, chi aveva trovato delle pigne nel parco, chi aveva trovato altre palline, chi, lavorando tutta la notte, aveva costruito qualche addobbo con materiale trovato in casa.<br />
Insomma, alla fine nessuno dei ragazzi del paese andò a scuola quella mattina ma tutti si misero al lavoro per addobbare il grande abete della piazza.<br />
La notizia, che nessun ragazzo si presentò a scuola, iniziò velocemente a circolare per la rete, ma né la mamma di Marco, né i genitori degli altri ragazzi la presero sul serio. Ogni giorno circolavano notizie del genere e si rivelavano puntualmente false.<br />
Intanto i ragazzi in piazza si divertivano un mondo a decorare l&#8217;abete. Anzi, non ricordavano di essersi mai divertiti così nei giochi dentro la realtà virtuale. C&#8217;era chi si arrampicava per mettere gli addobbi nei rami più alti, c&#8217;era chi, avendo più nozioni di elettronica, modificava le luci per farle funzionare, anche sotto la pioggia&#8230; il lavoro procedeva bene e la piazza si riempì delle risate dei ragazzi.</p>
<p>Continua&#8230;</p>
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		<title>Lost Christmas –  Parte 5 di 8</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 20:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marchiori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando Marco tolse il visore 3d i suoi occhi erano di nuovo pieni di lacrime. Perchè una festa così bella e piena di significato era stata cancellata dal mondo? Perchè la gente che una volta usciva di casa, si incontrava con altra gente e si riuniva in casa di uno o dell&#8217;altro è finita a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.soniamarchiori.net/blog/wp-content/uploads/2009/12/Lost-Christmas.jpg" alt="Lost Christmas" title="Lost Christmas" class="alignright size-full wp-image-204" />Quando Marco tolse il visore 3d i suoi occhi erano di nuovo pieni di lacrime. Perchè una festa così bella e piena di significato era stata cancellata dal mondo? Perchè la gente che una volta usciva di casa, si incontrava con altra gente e si riuniva in casa di uno o dell&#8217;altro è finita a vedersi solo su internet tramite la realtà virtuale? Ora che ci pensava nemmeno lui aveva mai visto davvero i suoi compagni di scuola. Solo sempre attraverso la rete.<br />
Voleva fare qualcosa, voleva cambiare quella realtà che fino a quel momento gli sembrava normale.<br />
<span id="more-222"></span><br />
Voleva essere accarezzato anche lui dalla mamma come il bambino dell&#8217;immagine del libro. Voleva festeggiare il Natale come una volta insieme a sua mamma. Guardò il calendario del computer per controllare quanti giorni mancavano. Ebbe un sussulto&#8230; era il 23 dicembre&#8230; mancavano solo due giorni&#8230;<br />
Indossò di nuovo il visore 3D e visualizzò la mappa della sua città. Vide che non lontano da casa sua c&#8217;era un parco. Vide anche che i suoi amici Paolo e Davide abitavano vicino al parco. Vide che erano collegati ad internet e decise di chiamarli.<br />
“Ciao ragazzi” disse Marco ai suoi amici. “ho bisogno del vostro aiuto”<br />
“Ahahahaha non hai fatto i compiti e ora vuoi che ti passo i file vero?” disse Paolo, mentre Davide si mise a ridere.<br />
“No, quelli li ho fatti, dobbiamo vederci nel parco vicino alle nostre case tra mezz&#8217;ora”.<br />
“Beh andiamoci subito, avvio il trasporto&#8230;”disse Davide.<br />
“No” Esclamò Marco “non il parco virtuale, ma quello vero, è vicino a tutte e tre le nostre case”<br />
“Vuoi uscire di casa? Perchè? Tutto quello che ci serve lo troviamo qui” Disse Paolo.<br />
“E invece no. E ve lo dimostrerò con uno di quei libri che voi non avete mai visto” E chiuse il collegamento.<br />
Le immagini viste nel libro, di persone molto coperte, gli fece capire che fuori, in quel periodo, doveva fare molto freddo, al contrario della realtà virtuale dove era sempre estate.<br />
Salì nuovamente in soffitta alla ricerca di vestiti pesanti. Lui non ne possedeva perchè stando sempre in casa non ne aveva bisogno&#8230;<br />
Trovò in uno  scatolone di plastica quello che gli occorreva, fortunatamente era tutto della sua taglia. Si coprì per bene, scese in camera sua per prendere il libro e poi uscì di casa senza dire nulla a sua madre. Tanto era impegnata a vendere vestiti virtuali alle clienti del negozio.<br />
L&#8217;aria fredda lo colpì in faccia e gli sembrò che le sue guance fossero trafitte da coltelli. Ma si abituò subito alla temperatura. E si recò al parco.<br />
Dovette aspettare ben più di mezz&#8217;ora, i suoi amici dopo essere usciti in jeans e maglietta, come usavano farsi vedere su internet, tornarono dentro a cercare qualcosa di più caldo da indossare. Arrivarono al parco da due diverse direzioni ed entrambi trovarono Marco seduto su una panchina Si riconobbero subito, anche perchè erano le uniche tre persone in giro in tutto il quartiere. </p>
<p>Continua&#8230;</p>
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		<title>Lost Christmas &#8211; Parte 4 di 8</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 13:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marchiori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ciao Nonna” disse Marco all&#8217;avatar di fronte a lui. “Ciao Marco, mi fa piacere che tu sia venuto a trovarmi” rispose Nonna. “è da tanto che non ci vediamo”. Ovviamente Nonna intendeva dire che era passato un po&#8217; di tempo dall&#8217;ultima volta che il ragazzo utilizzò il programma. “Nonna, ho trovato un libro in soffitta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.soniamarchiori.net/blog/wp-content/uploads/2009/12/Lost-Christmas.jpg" alt="Lost Christmas" title="Lost Christmas" class="alignright size-full wp-image-204" />“Ciao Nonna” disse Marco all&#8217;avatar di fronte a lui.<br />
“Ciao Marco, mi fa piacere che tu sia venuto a trovarmi” rispose Nonna. “è da tanto che non ci vediamo”. Ovviamente Nonna intendeva dire che era passato un po&#8217; di tempo dall&#8217;ultima volta che il ragazzo utilizzò il programma.<br />
“Nonna, ho trovato un libro in soffitta che parla di un giorno chiamato Natale. Tu ne sai qualcosa?”<br />
“Dev&#8217;essere il libro di mia mamma, la tua bisnonna. Purtroppo è morta in un periodo in cui non si faceva ancora la scansione del cervello, però mi ricordo che qualcosa mi ha raccontato a riguardo”.<br />
<span id="more-218"></span><br />
“E cosa?” Chiese Marco pieno di curiosità.<br />
Nonna chiuse gli occhi, cercando fra i vari file nel suo archivio quelli che contenevano la parola Natale. Poi mise tutti i file assieme dando loro un ordine logico e infine trasformò tutto in un racconto.<br />
“Mia mamma nacque nel 2002 e fino ai nove anni festeggiò il Natale nel modo tradizionale, la messa di mezzanotte la sera del 24, il risveglio al mattino per scartare i doni portati da Babbo Natale, il pranzo con tutta la famiglia riunita e il pomeriggio passato a giocare felice con i cuginetti. Il Natale del 2012, quando mia mamma compì 10 anni, fu molto diverso. La notte tra il 24 e il 25 dicembre in America, un attacco terroristico uccise tantissime persone riunite in una grande piazza a festeggiare. Fu una tragedia che colpì il mondo intero e, quell&#8217;anno, molte persone non festeggiarono nel solito modo, ma con una grande tristezza nel cuore. Anche l&#8217;anno successivo, e quelli dopo ancora, il giorno di Natale più che una ricorrenza di gioia e pace, era diventato un giorno di tristezza nel ricordo delle persone morte. In più molte persone, che si professavano cattoliche ma non avevano una grande fede, si allontanarono dalla Chiesa per paura di finire uccisi anche loro, avendo abbinato erroneamente la strage alla ricorrenza religiosa.<br />
Io nacqui nel 2045, più di trent&#8217;anni dopo la strage, e già da allora nella mia famiglia il Natale non si festeggiava più.<br />
Qualche decennio dopo, prima della nascita di tua mamma, anche la Chiesa dovette arrendersi, essendo rimasti pochi i fedeli rimasti legati alle tradizioni, e il Natale fu abolito come festa religiosa e nazionale. Al giorno d&#8217;oggi solo i pochissimi fedeli rimasti, che conoscono la storia per tradizione orale, e i pochi religiosi rimasti festeggiano il Natale, ma non nel modo tradizionale che hai visto nel libro di mia mamma. Adesso è solo una messa tra il 24 e il 25 dicembre a cui i fedeli partecipano attraverso internet e la realtà virtuale.”<br />
“Ma cosa significava una volta questa ricorrenza Nonna?” Chiese Marco a questo punto.<br />
“So che la religione è uscita dalle scuole tanti anni fa, prima che nascesse tua mamma, quindi né lei né un insegnante ti hanno potuto dire qualcosa a riguardo.”<br />
Nonna chiuse di nuovo gli occhi alla ricerca delle informazioni chieste da Marco.<br />
“Era un giorno di pace, in cui veniva festeggiata la nascita di Gesù Cristo, Oltre al grande significato religioso, le persone si scambiavano doni, stavano assieme, e tutti si volevano bene ed erano felici.”<br />
Marco, pur provando una grande tristezza chiese ancora più notizie alla Nonna, e si fece raccontare anche tutta la storia riguardo Gesù Cristo per comprendere meglio il significato della celebrazione della sua nascita.</p>
<p>Continua&#8230;</p>
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		<title>Lost Christmas &#8211; Parte 1 di 8</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 21:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marchiori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sveglia diede il buongiorno a Marco alle 7 precise, come sempre del resto. Si alzò dal letto stiracchiandosi e facendo un lungo e rumoroso sbadiglio, andò in bagno per lavarsi il viso e si recò in cucina dove la madre gli aveva lasciato la colazione pronta prima di andare al lavoro. Il latte chimico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-204" title="Lost Christmas" src="http://www.soniamarchiori.net/blog/wp-content/uploads/2009/12/Lost-Christmas.jpg" alt="Lost Christmas" /></p>
<p>La sveglia diede il buongiorno a Marco alle 7 precise, come sempre del resto. Si alzò dal letto stiracchiandosi e facendo un lungo e rumoroso sbadiglio, andò in bagno per lavarsi il viso e si recò in cucina dove la madre gli aveva lasciato la colazione pronta prima di andare al lavoro.<br />
Il latte chimico era del solito colore giallastro, mentre i biscotti al sintocioccolato avevano quel vago sapore di medicina che a Marco non piaceva. Ma sua mamma sosteneva che il cibo di provenienza organica non era più sicuro come prima. E per evitare malattie bisognava alimentarsi con quello sintetico, che lo nutriva e non lo avrebbe fatto ingrassare. Marco sapeva che non era del tutto vero. Sua mamma non sapeva cucinare e non faceva la spesa nei negozi ma solo via internet. E la roba arrivava direttamente a casa. E su internet non vendevano solo cibi organici ma anche alimenti ottenuti mettendo insieme roba chimica e qualche aroma, anch&#8217;esso artificiale. Tutti cibi che si cucinavano in pochi secondi al microonde.<br />
<span id="more-200"></span><br />
Dopo la colazione tornò alla sua camera, passando davanti a sua madre. Era nella sua stanza con il visore 3d in testa e collegata a internet. Sua madre lavorava in un negozio di abbigliamento virtuale, dove le clienti potevano comprare vestiti virtuali e, se volevano, farsene arrivare una copia identica a casa, nella vita reale. Ma le vendite reali erano sempre poche. perchè la gente non si incontrava più molto dal vivo ma solo via internet.<br />
Anche Marco, nella sua camera, mise il visore 3d dopo aver acceso il suo computer, per recarsi a scuola. Non gli serviva nemmeno togliere il pigiama, tanto non l&#8217;avrebbero visto nella sua realtà, ma solo tramite un avatar 3d, la sua rappresentazione digitale. E vestito all&#8217;ultima moda.<br />
Dopo le quotidiane lezioni nella sua classe virtuale andò in cucina per il pranzo. Trovò sul tavolo un piatto di pasta al sugo, un pezzo di formaggio e un dolce, ma nonostante fossero tipi di cibo diversi avevano più o meno lo stesso sapore. Ovvio. Provenivano da una qualche fabbrica di alimentari chimici di chissà quale città del mondo che badava poco al sapore delle pietanze, tanto la gente non ci faceva caso. E ,come sempre, non trovò sua madre, era già tornata alla realtà virtuale per quattro chiacchiere con le colleghe e la sentiva chiedere come cavolo aveva fatto la sua amica a costruirsi quella magnifica capigliatura&#8230;<br />
Ma a Marco non importava mangiare con la madre, del resto nei suoi dieci anni di vita non l&#8217;aveva mai fatto, forse solo quando era molto piccolo, ma non se lo ricordava. E comunque anche tutti i suoi compagni di scuola non avevano mai consumato un pranzo assieme alle loro madri, o ai loro padri.<br />
Marco sapeva di avere anche un padre, ma non sapeva chi fosse e non gliene importava più di tanto. Sapeva solo che un giorno sua mamma decise di avere un figlio, solo perchè tutte le sue amiche virtuali ne avevano uno e non voleva essere da meno, e chiese al suo fidanzato virtuale se poteva aiutarla. Non si incontrarono nemmeno. Venne fatto tutto in una clinica tramite inseminazione artificiale. Si vedevano ancora tramite internet e lui chiedeva del figlio di cui vide foto e filmati. Ma non gli venne mai la voglia di vederlo nella realtà. Gli bastava sapere che stava bene.</p>
<p>Continua&#8230;</p>
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		<title>Lost Christmas &#8211; un Natale un pò cyberpunk</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 21:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marchiori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lost Christmas]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Da oggi e fino alla vigilia di Natale pubblicherò un mio racconto natalizio dal tono lievemente cyberpunk. Saranno in tutto 8 &#8220;puntate&#8221;. Spero sia di vostro gradimento. E Buon Natale a tutti. Sonia Marchiori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi e fino alla vigilia di Natale pubblicherò un mio racconto natalizio dal tono lievemente cyberpunk. Saranno in tutto 8 &#8220;puntate&#8221;.</p>
<p>Spero sia di vostro gradimento. E Buon Natale a tutti.</p>
<p>Sonia Marchiori</p>
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