Lost Christmas“Ciao Nonna” disse Marco all’avatar di fronte a lui.
“Ciao Marco, mi fa piacere che tu sia venuto a trovarmi” rispose Nonna. “è da tanto che non ci vediamo”. Ovviamente Nonna intendeva dire che era passato un po’ di tempo dall’ultima volta che il ragazzo utilizzò il programma.
“Nonna, ho trovato un libro in soffitta che parla di un giorno chiamato Natale. Tu ne sai qualcosa?”
“Dev’essere il libro di mia mamma, la tua bisnonna. Purtroppo è morta in un periodo in cui non si faceva ancora la scansione del cervello, però mi ricordo che qualcosa mi ha raccontato a riguardo”.

“E cosa?” Chiese Marco pieno di curiosità.
Nonna chiuse gli occhi, cercando fra i vari file nel suo archivio quelli che contenevano la parola Natale. Poi mise tutti i file assieme dando loro un ordine logico e infine trasformò tutto in un racconto.
“Mia mamma nacque nel 2002 e fino ai nove anni festeggiò il Natale nel modo tradizionale, la messa di mezzanotte la sera del 24, il risveglio al mattino per scartare i doni portati da Babbo Natale, il pranzo con tutta la famiglia riunita e il pomeriggio passato a giocare felice con i cuginetti. Il Natale del 2012, quando mia mamma compì 10 anni, fu molto diverso. La notte tra il 24 e il 25 dicembre in America, un attacco terroristico uccise tantissime persone riunite in una grande piazza a festeggiare. Fu una tragedia che colpì il mondo intero e, quell’anno, molte persone non festeggiarono nel solito modo, ma con una grande tristezza nel cuore. Anche l’anno successivo, e quelli dopo ancora, il giorno di Natale più che una ricorrenza di gioia e pace, era diventato un giorno di tristezza nel ricordo delle persone morte. In più molte persone, che si professavano cattoliche ma non avevano una grande fede, si allontanarono dalla Chiesa per paura di finire uccisi anche loro, avendo abbinato erroneamente la strage alla ricorrenza religiosa.
Io nacqui nel 2045, più di trent’anni dopo la strage, e già da allora nella mia famiglia il Natale non si festeggiava più.
Qualche decennio dopo, prima della nascita di tua mamma, anche la Chiesa dovette arrendersi, essendo rimasti pochi i fedeli rimasti legati alle tradizioni, e il Natale fu abolito come festa religiosa e nazionale. Al giorno d’oggi solo i pochissimi fedeli rimasti, che conoscono la storia per tradizione orale, e i pochi religiosi rimasti festeggiano il Natale, ma non nel modo tradizionale che hai visto nel libro di mia mamma. Adesso è solo una messa tra il 24 e il 25 dicembre a cui i fedeli partecipano attraverso internet e la realtà virtuale.”
“Ma cosa significava una volta questa ricorrenza Nonna?” Chiese Marco a questo punto.
“So che la religione è uscita dalle scuole tanti anni fa, prima che nascesse tua mamma, quindi né lei né un insegnante ti hanno potuto dire qualcosa a riguardo.”
Nonna chiuse di nuovo gli occhi alla ricerca delle informazioni chieste da Marco.
“Era un giorno di pace, in cui veniva festeggiata la nascita di Gesù Cristo, Oltre al grande significato religioso, le persone si scambiavano doni, stavano assieme, e tutti si volevano bene ed erano felici.”
Marco, pur provando una grande tristezza chiese ancora più notizie alla Nonna, e si fece raccontare anche tutta la storia riguardo Gesù Cristo per comprendere meglio il significato della celebrazione della sua nascita.

Continua…

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